PERCHÉ?
La mostra virtuale è nata nel 2023, in occasione del settantesimo anniversario della nascita del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma (FITU, 1953-1975), per raccontarne la storia e permetterne l’esplorazione attraverso varie tipologie di fonti.
Il FITU era consociato all’UITU (Unione Internazionale dei Teatri Universitari), ed era lo snodo italiano di una vivace costellazione di festival universitari dislocati fra le due Europe, ai tempi della Guerra Fredda. Il FITU organizzò ogni anno (eccetto nel 1971 e nel 1972) una rassegna teatrale di respiro internazionale: compagnie studentesche giungevano a Parma dal resto dell’Italia e dell’Europa e il FITU divenne crocevia intellettuale e artistico delle giovani generazioni, spazio privilegiato per la diffusione di estetiche teatrali e di orientamenti culturali e politici.
CHI?
La mostra virtuale è stata inizialmente realizzata sulla base di una progettualità comune del Gruppo di ricerca per la storia dell’Università di Parma, coordinato dal prof. Piergiovanni Genovesi, e dell’Unità parmense del Centro Interateneo sulla Memoria delle Arti Performative (MAP), di cui è referente la prof.ssa Roberta Gandolfi. Il gruppo di lavoro ha coinvolto, oltre ai due docenti, Maria Grazia Perazzo, responsabile dell’Archivio Storico dell’Ateneo; Fabrizio Solieri, assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso il Dipartimento DUSIC dell'Università di Parma; infine Giulia Govi Cavani, dottoranda del Dipartimento, alla quale si devono la predisposizione della piattaforma virtuale e la realizzazione complessiva.
Nell’autunno del 2023, la dottoressa Govi Cavani è entrata a far parte del team del progetto PRIN 2022 - Il teatro dei festival fra locale e globale. Ripensare la scena italiana tra gli anni ‘50 e gi anni ’70 , partecipando all’Unità di ricerca parmense, di cui è la professoressa Gandolfi è Associated Investigator. Tale Unità si è presa cura dell’implementazione della mostra virtuale, che è stata fin dall’inizio progettata con l’idea di poter incrementare nel tempo le proprie collezioni.
COSA? I documenti
I documenti, o item, acquisiti e metadatati nella fase di progettazione della mostra (2023), provengono dall’Archivio Storico dell’Università e dalla Fondazione Teatro Due. La storia del FITU si intreccia con entrambe le istituzioni: i promotori del Festival erano studenti dell’Associazione Universitaria Parmense (AUP) e, in seguito, gli aderenti al Centro Universitario Teatrale (CUT); negli anni Settanta dal CUT nacque la Compagnia del Collettivo, che trovò sede nell’attuale Teatro Due. Agli item dell’Archivio e della Fondazione si aggiunge la gentile donazione di tre numeri della rivista «Teatro Festival» da parte di Oddone Pattini, uno dei suoi fondatori nel 1967.
Durante la fase di implementazione della mostra (2025) sono state inserite foto di scena concesse da Laura Benassi, attrice CUT, ulteriori documenti fotografici provenienti dal cospicuo fondo fotografico della Fondazione Teatro Due, materiali donati da alcuni attori del CUT/Compagnia del Collettivo al Centro Studi Movimenti di Parma, dal fondo fotografico dell’Archivio Storico del Comune di Parma e dalla Bibliothèque Nationale de France (BnF).
La mostra nasce dunque per valorizzare almeno una piccola parte della ricchissima raccolta di documenti degli archivi parmensi relativi al FITU, così come dei fondi internazionali ad esso collegati. La mostra virtuale rende accessibile la consultazione in rete di items non digitalizzati e ha l’ambizione di connettere fondi e fonti, secondo una logica di ricerca integrata, in particolare fra fonti scritte e fonti orali, che caratterizza la metodologia del PRIN - Il teatro dei festival fra locale e globale. Ripensare la scena italiana tra gli anni ’50 e gli anni ’70.
COME? La piattaforma Omeka
La mostra virtuale utilizza il Content Management System Omeka, piattaforma che agevola e soddisfa l’esigenza di accessibilità e fruibilità via web del prezioso materiale organizzativo, pubblicitario, relazionale e fotografico del FITU, concorrendo alla sua diffusione, conoscenza e valorizzazione.
Gli item sono ripartiti in sei collezioni corrispondenti ad altrettante prospettive di studio della storia del FITU: le rassegne teatrali; i documenti di carattere economico-amministrativo; le corrispondenze della governance FITU con la vasta rete di rapporti internazionali; giornali, periodici e bollettini prodotti da AUP, Festival e UITU; e infine due collezioni fotografiche, dedicate rispettivamente alle foto di scena e ai momenti cerimoniali simbolo dell’internazionalizzazione promossa dal FITU.
A ogni item sono stati assegnati due tag: anno di produzione del documento e soggetto conservatore. La presenza dei tag permette un’ulteriore modalità di ricerca, che si aggiunge al browsing per collezioni e per item. Dove è stato possibile, sono stati creati collegamenti ai singoli item: link ad approfondimenti o integrazioni, dai saggi scientifici a testimonianze orali di protagonisti del FITU.

